1) Il disagio non finisce mai.
2) Ci si rapporta con il proprio disagio in un solo modo: sottovalutandolo.
3) Il tuo disagio è solo tuo. Non lo puoi spiegare, non lo puoi condividere.
4) Per quanto tu ti senta a disagio, devi tener presente che c’è sempre qualcuno che sta peggio di te.
5) La regola n° 4 non è stata formulata per confortarti. Il suo scopo è delegittimare le tue futili lamentele.
6) Se ami una persona, e in ragione di ciò pensi di capire il suo disagio, ti sbagli.
7) Se una persona ti ama e hai il sospetto che lo faccia per una sua forma di disagio, molto probabilmente hai ragione.
8) In una coppia formata da due persone a disagio, la massa di disagio prodotta è pari alla somma del disagio della prima più il disagio della seconda.
9) In una coppia formata da una persona a suo agio ed una a disagio, la massa di disagio prodotta è pari a quella di due persone a disagio.
Fabrizio usa chitarre Traveler
Volevo scrivere qualcosa, tipo un complimento, ma ora che ci rifletto non farebbe che aumentare il mio disagio di ammiratrice.
Posso stampare dei poster?
La 8 sarebbe quasi consolante, se non fosse che in realtà la somma dei due disagi va aumentata di un buon 50% che comprende il disagio riflesso delle due persone (sono a disagio perché anche l’altro è a disagio) con relativi sensi di colpa autoindotti.