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NIPOTI DI MUBARAK, la rivincita del funky italiano-marocchino

Una canzoncina da cantare sotto la doccia, nata dal cazzeggio con Enri e Andre. E’ incredibile: oggi si può fare una cosa così in un pomeriggio. Per realizzarla è bastato: 1)trovare e scaricare la base di “figli delle stelle”, 2) trovare e scaricare da youtube il filmato con Salma Hayek, 3) convertirlo da flash a mov con apposito programma 4) editarlo con imovie 5) cantare sulla base con Garage Band e fare un mp3 dell’audio 6) riaprire imovie e mettere l’audio sotto il filmato 7) salvare il prodotto finale 8) caricarlo su youtube.
Il tutto non è affatto complicato, se volete farlo anche voi abbiate solo l’accortezza di non fare dei figli.

Presenterò Gilberto Gil!

il 2 dicembre Gilberto Gil suonerà al teatro Cantero di Chiavari.
Gil, leggendario padre del tropicalismo, autore di insuperate canzoni, mio idolo incontestato.
Fratello di sangue di Caetano Veloso, Gil incarna la musica brasiliana nella sua massima espressione: nelle melodie meravigliose, nei testi, soprattutto nella musicalità: Gil è LA MUSICA. Vederlo cantare è una esperienza spirituale. Guardate come suona. Il modo in cui suona la chitarra. Già solo il suo “chitarrismo” è qualcosa che nessuno al mondo potrà insegnarvi, neppure (credo) lo stesso Gil. Non parliamo di come le sue melodie stanno sugli accordi. E’ tutto storto, e tutto perfetto. Inimitabile. Veniamo a come canta. Il timbro della sua voce, inconfondibile. Ha la tecnica di un acrobata e non fa l’acrobata: fa una canzone come va fatta. E poi la gioia che ci mette, o meglio la gioia che lo illumina quando suona. Ci sono pochi artisti del suo calibro al mondo: sono quelli che nella musica scompaiono. Ti fanno capire che l’arte è una possessione divina: una visione che li visita, come una luce che li attraversa, come se loro non c’entrassero niente.
Io, da ascoltatore, trovo miracoloso che persone dotate di un simile talento riescano ad annullarsi, come fossero delle finestre attraverso le quali tu, per un attimo, guardi un angelo.
Ebbene, potrete capire con quanto orgoglio presenterò la serata! Sì, presenterò io!!
Grazie! Viva il Brasile! Viva Gilberto Gil! e viva ma mojotic che ha reso possibile tutto ciò!
Venite a vedere il concerto! Accattatevi il biglietto in prevendita che il teatro è piccolo!

Per informazioni www.mojotic.it, prevendite disponibili presso i circuiti bookingshow e greenticket. Tel. 3478898157 oppure 3394099496.

Pienone!

Volevo ringraziare tutti i partecipanti alla serata del 31 agosto.
Già dal pomeriggio un vento fascista ha cercato di scombussolare tutto, pazzo di rabbia e frustrato dall’impossibilità oggettiva di spettinarmi.
Le quinte sono saltate, arrotolarle non è servito. Poi durante lo spettacolo mi ha portato via tutti i fogli dei testi spargendoli sul pubblico. Marrano!
palcoareana

Così mi sono esibito con dietro lo skyline e i traghetti di passaggio, giustamente salutati a colpi di pandeiro.

Il famigerato vuotone è stato scongiurato da una affluenza memorabile.

Le mie più ottimistiche aspettative sono state surclassate. Evviva!
Mi sono molto divertito. Grazie ancora!

gentarena2

Un Lunedì da Lenoni

Ciao ragazzi! E’ saltata fuori la data a sorpresa nella mia città! Mi esibisco a Genova, all’Arena del Mare. Quanto tempo è che non faccio un intero spettacolo in città? Mah, direi parecchio.
Il giorno è il 31 agosto, un Lunedì da Leoni. o da Lenoni.

Come vedete dalla foto, l’Arena del Mare è spaziosa assai, e rischiamo di fare “il vuotone”, il famigerato contrario del pienone… Per cui venite, venitemi a vedere!!! Orsù!!! Lunedì 31 agosto, all’Arena del Mare, a Genova! L’ingresso è gratuito.

Arena del Mare

Arena del Mare

Date per l’estate

quando mi trasformano nel Grigna

quando mi trasformano nel Grigna

Ciao giovani!

Nei prossimi mesi può capitare che mi esibisca in qualche scoppiettante spettacolino di cabaret.

Per tutti coloro che vogliono prendere parte in veste di pubblico ecco il magro calendario più possibile aggiornato.

Le date spuntano all’improvviso, per cui tenete d’occhio questo post, chissà che non capiti dalle vostre parti!

Ci vediamo sul palco se riesco a farmi lo sbattone di salirci.

sab 4 luglio MONFALCONE (ud) notte bianca

gio 9 luglio FIRENZE (evento privato) lo metto per tirarmela.

mer 15 luglio SESTO SAN GIOVANNI (mi) estate a sesto 2009

mer 22 luglio TORNACO (no) piazza

ven 24 luglio MONCALIERI (to) centro comm. 45mo nord

gio 30 luglio VERNANTE (cn)

ven 31 luglio CATANIA lido moon beach

sab 1 agosto MESSINA fiera di Messina

dom 2 agosto POZZALLO (RG) Villa Marchese Tedeschi

mer 5 agosto Montegiorgio (Ascoli Piceno) piazza Matteotti

gio 6 agosto VALTOURNENCHE (ao) centro congressi

Frigideiro

Sono stato invitato al Teatro della Tosse di Genova per ricordare Bruno Lauzi.

Ho visto un sacco di gente bravissima e suonato “u frigideiro” un pezzo di Lauzi di almeno quaranta anni fa.

L’ho cantato accompagnato dagli Gnu Quartet, strumentisti di rango che vantano collaborazioni prestigiose.

E per di più ho suonato il Pandeiro, prima volta in una serata ufficiale. Ho scoperto che mrgiallone ha messo in rete la registrazione video di tutto ciò, e quindi la posto! E’ in genovese, per cui probabilmente non ci capirete granché.

Oltraggio a De André

Dopo tanti omaggi, finalmente un oltraggio…

Si rammenta ai Signori Viaggiatori

trenorabidoNon sopporto il mugugno. (frase autoreferenziale)
Per questo mi sono sempre rifiutato di scrivere delle ferrovie. Rifiutato a me stesso, si badi, non certo ad una redazione qualunque ansiosa di pubblicare i miei taglienti corsivi…
Ma questa volta desidero lasciarmi andare.
Sono anni che prendo il treno, con sempre maggiore imbarazzo. Mi imbarazza lo stato in cui si trovano i treni, i loro costanti ritardi, la decadenza verticale di un servizio un tempo umano e oggi grottesco. Sì perché alla precipitazione del servizio è corrisposto un innalzamento dell’ impegno necessario da parte del viaggiatore: oggi prendere un treno è come prendere un aereo, con tanto di prenotazione del posto! Un posto che generalmente è occupato e ti costringe a sloggiare confuse vecchiette contro ogni buonsenso.
Fare il biglietto è diventata una impresa kafkiana.
Ultimamente mi trovavo nella stazione della mia città, che versa in condizioni pietose.
E’ il caso di dire “versa”, perché le piogge incessanti ne hanno fatto una fognazza lasciata al degrado più disdicevole. Giunti sul binario sotterraneo è impossibile obliterare, poiché l’obliteratrice nel migliore dei casi non va, oppure è stata asportata. Impossibile avere qualunque informazione: i pannelli su cui dovrebbero apparire le indicazioni dei treni in arrivo sono stramorti da almeno un decennio. Da quando cioè, sarà stata inserita al passivo la spesa necessaria per metterli lì e dimenticarli. Soli rimasti a funzionare i grossi monitor pubblicitari, di recente installazione. Quelli sì, plasmatici, e pieni di cose utili: una favola di cioccolato e auto scintillanti, donne bellissime e telefoni cellulari tutti intorno a te.

Su di un cartello campeggia la scritta “questa stazione è pulita e tenuta nel decoro da…” una ditta che immagino si occupi del reinserimento dei serial killer, visto lo stato di squallido abbandono in cui tutto è sospeso.
Che schifo.
Che mestizia.
Ma la cosa che in assoluto mi fa incazzare di più è la voce campionata che flebilmente elargisce perle di saggezza. Da un altoparlante nascosto chissà dove, una voce femminile in assenza di treni in arrivo perché cancellati va dicendo: “SI RAMMENTA AI SIGNORI VIAGGIATORI….” Ecco, lì perdo il controllo.
Ormai ho capito che nell’ Italia attuale non c’è rispetto per chi usa il treno. Ma non posso accettare che mentre mi si tratta come un capo di bestiame qualcuno “mi rammenti” qualcosa. Rammentare è un verbo aulico. Si rammentano i versi di Catullo. Mi fa venire in mente Leopardi che rammenta “le morte stagioni, e la presente e viva e il suon di lei”, e l’ultima cosa che sono disposto a fare fra una bestemmia e l’altra è rammentare i bei tempi in cui quelli come me erano “i signori viaggiatori”.

Digressione:
I telefoni tutto intorno a te mi fanno pensare a uno nudo circondato da minacciosi  telefoni.

Questo mi fa pensare a coloro che finiscono al pronto soccorso con oggetti strani nel retto. Rammento di aver conosciuto uno che lavorava al pronto soccorso, mi ha raccontato che un tizio è arrivato con la proverbiale carota nel culo.
Senza che nessuno gli chiedesse ragione del suo stato, il malcapitato ha detto ” stavo cucinando, sono caduto.”

E’ vero che la maggior parte degli incidenti domestici avviene in cucina, ma il personale ospedaliero ha accolto questa versione con unanime scetticismo.
Orbene, immagino uno che arriva al pronto soccorso con un cellulare nel culo, e si giustifica dicendo “io sono caduto! erano tutto intorno a me!” Mi domando se questa spiegazione avrebbe maggior successo.
Propongo ai signori viaggiatori di uscire di casa con un telecomando universale.

Suggerisco, mentre si aspetta il treno che non arriva, di rammentare il tasto rosso sul telecomando, e puntandolo verso il monitor al plasma,  civilmente spegnere.

NPDV: Pier Morbido (3) e la guerra

pier morbido e guerra

Terza puntata, non perdiamoci di vista!

NPDV: Pier Morbido (2) e l’Inquisizione

pier morbido

Non Perdiamoci Di Vista! (E Rai Tre si può anche vedere online, se non volete/potete lasciare il pc).

controsergio